Già nel paleolitico fumarole, lagoni, getti di vapore, sorgenti d'acqua calda ed esalazioni di gas erano noti. Fenomeni suggestivi, attribuiti forse a divinità sotterranee che successivamente vennero utilizzate da Etruschi e Romani soprattutto per le cure termali: vicino Larderello si trovavano due importanti stabilimenti, le Aquas Volaternas e le Aque Populanie.
"Una raffica repente schiacciava il vapore contro il suolo, lo ricacciava nelle pozze, lo addensava negli anfratti del monte. Tutto si confondeva nella nebbia crassa…".
..e ancora:
"Montecerboli apparve inerpicato sulla sua rupe conica di gabbro. Le ripe incenerite della Possera biancicarono, come il triste ruscello ove Filippo Argenti ingozza il fango. L’ododore sulfureo, la nebbia del bollore, il sibilo e il rugghio annunziarono la Valle Infernale."
Le frasi sono tratte dal romanzo "Forse che sì, forse che no" di Gabriele D'Annunzio (1910).
Il suo nome, presente sul registro dei visitatori conservato nel Museo, attesta che il Vate visitò Larderello e i suoi lagoni il 29 ottobre 1909.